2) Schopenhauer. Il mondo  mia rappresentazione.
Il mondo  una mia rappresentazione. Con queste parole,
Schopenhauer si colloca pienamente e consapevolmente all'interno
della filosofia moderna.
A. Schopenhauer, Il mondo come volont e rappresentazione, I, 1
(pagina 124).

 Il mondo  la mia rappresentazione: ecco una verit che vale in
rapporto a ciascun essere vivente e conoscente, anche se l'uomo
soltanto  capace di accoglierla nella sua coscienza riflessa e
astratta: e quando egli fa veramente questo, la meditazione
filosofica  penetrata in lui. Diventa allora per lui chiaro e
certo che egli non conosce n il sole n la terra, ma sempre
soltanto un occhio, che vede un sole, una mano, che sente una
terra; che il mondo, che lo circonda, non esiste se non come
rappresentazione, vale a dire sempre soltanto in rapporto ad un
altro, a colui che lo rappresenta, il quale  lui stesso. Se mai
una verit pu venire enunciata a priori,  proprio questa: perch
essa  l'espressione di quella forma d'ogni possibile ed
immaginabile esperienza, che  pi universale di tutte le altre,
pi del tempo, dello spazio e della causalit; dato che tutte
queste presuppongono appunto quella. E se ciascuna di queste
forme, che noi abbiamo riconosciute tutte come altrettanti
particolari modalit del principio di ragione, vale solo per una
particolare classe di rappresentazioni, la divisione in oggetto e
soggetto  invece forma comune di tutte quelle classi, 
quell'unica forma sotto la quale qualsivoglia rappresentazione, di
qualsiasi natura, astratta o intuitiva, pura o empirica, 
possibile e pensabile. Nessuna verit  dunque pi certa, pi
indipendente da ogni altra, meno bisognosa di una prova, di
questa: che tutto ci che esiste per la conoscenza, cio questo
mondo intero,  solamente oggetto in rapporto al soggetto,
intuizione di chi intuisce, in una parola: rappresentazione.
Naturalmente questo vale, come per il presente, cos per ogni
passato e per ogni futuro, per ci che  pi lontano come per ci
che  vicino: perch vale anche per il tempo e lo spazio, nei
quali soltanto tutto viene distinto. Tutto quanto appartiene e pu
appartenere al mondo, ha inevitabilmente per condizione il
soggetto ed esiste solo per il soggetto. Il mondo 
rappresentazione.
[...].
Solo dunque dal punto di vista indicato, ossia in quanto 
rappresentazione, noi consideriamo il mondo in questo primo libro.
Che, tuttavia, questa considerazione, nonostante la sua verit sia
arbitraria, risulta evidente a ciascuno in virt dell'intima
riluttanza che egli prova a concepire il mondo soltanto come sua
mera rappresentazione; anche se a questo concetto egli non pu
certo mai sottrarsi.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciannovesimo, pagine 600-601.
